VT 317
1909 Gilera VT 317

La VT 317 del 1909 è la prima motocicletta progettata e costruita da Giuseppe Gilera nella sua officina di Milano, in corso XXII marzo.

Le prime monocilindriche costruite da Gilera erano di stretta ed evidente derivazione ciclistica nell’impostazione generale. Il telaio è infatti quello di un velocipede rafforzato con tubi di maggiore diametro e pneumatici dalla sezione considerevolmente più grande rispetto a quelli utilizzati in quel periodo sulle biciclette. La moto non ha né frizione né cambio ed è dotata di trasmissione diretta dall’albero motore alla ruota posteriore, realizzata a mezzo di una cinghia di cuoio. La VT 317 è provvista di pedali per l’avviamento e il motore è di concezione decisamente moderna: due valvole in testa a corsa lunga comandate da aste e bilancieri e ampie alettature sul cilindro e sulla testata.

Le dimensioni contenute e la leggerezza fanno della VT 317 una moto assai brillante per il periodo,  in grado di superare i 100 chilometri orari.

Motore
monocilindrico a quattro tempi
Cilindrata
317 cc
Velocità massima
105 Km/h
Potenza e regime
7 cv a 3000 giri
Trasmissione
diretta a cinghia
Sospensioni
anteriore a forcella elastica con molle laterali; posteriore a telaio rigido
Pneumatici
21"
350 Super Sport
1926 Gilera 350 Super Sport

La Gilera Super Sport 350 cc è una versione “ridotta” della prima motocicletta costruita ad Arcore dopo la Prima guerra mondiale,  la Gilera Turismo 500 cc , da cui differisce per il numero di prigionieri che affrancano la testata al cilindro (tre anziché quattro). La posizione molto abbassata della sella e del manubrio, l’abbondante alettatura verticale sulla testata fanno della Super Sport una moto sportiva, più veloce della contemporanea 500 Sport. Sulla forcella rigida posteriore è sistemata la borsa portattrezzi, assai utile in quei tempi per le competizioni di velocità, a cui la versione 350 VL  partecipò nel 1926.

Motore
monocilindrico a quattro tempi
Cilindrata
346,350 cc
Velocità massima
110 Km/h
Potenza e regime
10 cv a 4000 giri
Trasmissione
primaria e secondaria a catena
Sospensioni
anteriore a parallelogramma con forcella in tubi; posteriore a telaio rigido
Pneumatici
21"
500 VL Sei Giorni
1933 Gilera 500 VL Sei Giorni

Gilera ottenne la prima grande vittoria sportiva a livello internazionale nel 1930 alla Sei Giorni di Grenoble, imponendosi nelle gare di regolarità, cross e velocità con M. Maffei e R. Grana su due moto 500 VL, con L. Gilera e G. Zanchetta sulla 500 VL sidecar. L’anno successivo a Merano la 500 VL bissò il successo e Gilera decise di produrla in serie fino al 1934, munita di accessori extra come il contagiri, il contachilometri e una batteria di maggiore capacità.

La versione “Sei Giorni” della 500 cc a valvole laterali differisce dal modello costruito negli anni Venti per la valvola di aspirazione (non parallela a quella di scarico), il condotto di aspirazione (con  sviluppo obliquo) e il coperchio di protezione ermetica agli steli delle valvole (obliquo rispetto all’asse della moto), oltre a essere dotata del primo sistema Gilera di sospensione elastica posteriore.

Motore
monocilindrico a quattro tempi
Cilindrata
498,76 cc
Velocità massima
115 Km/h
Potenza e regime
13,5 cv a 5000 giri
Trasmissione
primaria a catena duplex, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore a parallelogramma con forcella in tubi; posteriore con forcellone oscillante a molle orizzontali
Pneumatici
19"
500 VT bitubo
1933 Gilera 500 VT bitubo-2

La Bitubo, caratterizzata da un sistema di scarico con una sola valvola e due condotti divergenti, costituisce il secondo stadio delle realizzazioni finalizzate a produrre in serie un motore a valvole in testa, indirizzato specificatamente all’utenza stradale e più raramente impiegato in gare di velocità e corse di gran fondo.

Il complesso del veicolo è pressoché identico al modello Tre valvole, con alcune variazioni del motore (testata con due sole valvole inclinate; bilancieri, punterie, molle di richiamo racchiusi in bagno d’olio entro una scatola d’alluminio sulla testa), e conserva lo scarico a profilo appiattito e romboidale terminante a coda di pesce.

In qualche occasione la Bitubo venne impiegata per le competizioni minori di velocità e per alcune corse di gran fondo.

Motore
monocilindrico a quattro tempi
Cilindrata
498,76 cc
Velocità massima
120 Km/h
Potenza e regime
18 cv a 4200 giri
Trasmissione
primaria e secondaria a catena
Sospensioni
anteriore a parallelogramma con forcella in tubi; posteriore a telaio rigido
Pneumatici
19"
500 Rondine Circuito
1936 Gilera 500 4 cilindri Rondine circuito

Nel 1936 la Gilera acquisisce dalla C.N.A. il progetto di una moto con spiccate caratteristiche da corsa, insieme a 6 esemplari già realizzati. Giuseppe Gilera vuole, infatti, rinnovare l’impegno dell’azienda nei Gran Premi e la moto della C.N.A. ha tutti i requisiti per un sicuro successo. La Rondine, una 500 4 cilindri sovralimentata con motore di derivazione automobilistica, viene perfezionata nel reparto corse di Arcore da Piero Taruffi, che seguiva il progetto già presso la casa romana, e da Piero Remor, sia nel telaio (si lascia l’originaria struttura in lamiera a vantaggio di quella a tubi, con sospensione posteriore del tipo “Gilera) che nel motore (in particolare nel manovellismo). La “cura Gilera” dà gli effetti sperati già nel settembre del 1937, proprio sull’importante circuito di Monza, con Aldrighetti, primo, dopo una gara incredibile. L’anno dopo la Gilera vince con largo anticipo il Campionato italiano proprio con Giordano Aldrighetti. Nel 1939, con il modello qui esposto, ulteriormente migliorato rispetto ai precedenti, arriva anche li successo europeo con Dorino Serafini. La Rondine consacrata campione d’Europa nel 1939 presenta per la prima volta il parafango posteriore carenato a mezzaluna, utilizzato come camera di compensazione dei vapori. La carriera vincente della Rondine si interrompe nel ’40 con l’inizio della guerra.

Motore
quattro cilindri a quattro tempi
Cilindrata
492,962 cc
Velocità massima
220 km/h
Potenza e regime
80 cv a 9.000 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore a parallelogramma con forcella in lamiera stampata; posteriore a forcellone oscillante con molle orizzontali
Ruote
a raggi in acciaio con cerchi in lega leggera, anteriore da 21", posteriore da 20"
Sirio 220 VL
1936-Gilera-Sirio-220-VL

La 220 Sirio è la versione superiore del modello 175 cc, la prima motocicletta utilitaria prodotta da Gilera, nata nel 1931 sfruttando le agevolazioni fiscali volute dal governo per incentivare la motorizzazione di massa. La 220 Sirio, rispetto alla 175 cc, venne modificata nel diametro delle valvole, nelle dimensioni della frizione e prevede un uso abbondante di cuscinetti a rulli. Al contrario di quanto si trova sui motori di maggiore cilindrata, il coperchio amovibile per la registrazione delle valvole é in corrispondenza dell’albero a camme anziché sull’alettatura.

Quando la cilindrata di 175 cc fu privata delle agevolazioni e normative godute in precedenza, la Gilera decise di produrre questo particolare modello, che rimase  in catalogo fino al 1941.

Motore
monocilindrico a quattro tempi
Cilindrata
218,7 cc
Velocità massima
80 Km/h
Potenza e regime
6 cv a 4000 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore a parallelogramma con forcella in tubi; posteriore a telaio rigido
Pneumatici
19"
500 Rondine Carenata
1937-Gilera-500-Rondine-Carenata

Uno degli obiettivi della Gilera è la conquista del record di velocità. A questo scopo viene utilizzata almeno una delle sei Rondine nate alla C.N.A. e trasferite alla Gilera nel 1936. Il veicolo, sviluppato nella galleria del vento della Caproni, viene dotato di carenatura integrale con una grande pinna stabilizzatrice e un telaio appositamente costruito. La moto ha inoltre il motore potenziato, il telaio allungato e le ruote modificate, e i pistoni adatti alla alimentazione ad alcool. Si tenta prima il record sulle medie distanze, poi le distanze più brevi e il Km e il miglio lanciato. E’ Taruffi il 29 aprile a guidare la moto sulla Bergamo-Brescia. Sono battuti tutti i record precedenti di una decina di chilometri orari. Il 2 ottobre dello stesso anno, sullo stesso tratto stradale, Taruffi conquista anche i record sui 5 km, 5 miglia, 10 km, 10 miglia, già detenuti da Henne (BMW) e Handley (F.N.), con una media di 274,933 km/h sui 5 km. Il record raggiunto è valevole anche per le classi 750 e 1000. Il 13 dello stesso mese viene battuto anche il record sul miglio con partenza lanciata (272,064 km/h di velocità, con un passaggio di addirittura 272,324 km/h di media) e quello con partenza da fermo. Il record assoluto arriva il 21 ottobre 1937, tra il km 80 alla 82 della Bergamo-Brescia. Piero Taruffi raggiunge la media 274,181. Resta un solo rammarico: essendo di soli 45 millesimi di secondo superiore a quello di Fernihough (Brough Superior) è valevole per le classi 500 e 750 ma non per la 1000. Nel 1939 Taruffi migliora ancora i record sulle medie distanze, superando i 205 km/h nel primato dell’ora.

Motore
quattro cilindri a quattro tempi, rapporto di compressione 7,2-7,5:1
Cilindrata
492,962 cc
Velocità massima
274,181 Km/h
Potenza e regime
80 cv a 9.500 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore a parallelogramma in lamiera stampata; posteriore a forcellone oscillante con molle orizzontali
Ruote
modificate rispetto alla 500 Rondine da Circuito
500 Otto Bulloni
1939 Gilera Otto Bulloni

Dopo le realizzazioni di tipo prevalentemente sperimentale degli anni 1933-34, il motore a valvole in testa – identificato dalla sigla VT – viene definitivamente lanciato come prodotto di serie nel 1935. Il primo motore viene denominato convenzionalmente “quattro bulloni” e, successivamente, “otto bulloni”, dal numero dei prigionieri che fissano la base del cilindro al carter-motore.

Le monocilindriche della serie VT segnano un momento grande successo per Gilera in attesa del lancio della Saturno nel 1940.

Motore
monocilindrico a quattro tempi
Cilindrata
498,76 cc
Velocità massima
135 km/h
Potenza e regime
24 cv a 4.800 giri
Trasmissione
primaria a catena duplex, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore, a parallelogramma con forcella in tubi; posteriore, con forcellone oscillante con molle orizzontali
Ruote
19" with steel spokes
500 Marte
1944 Gilera 500 Marte

La Marte 500, progettata dall’ingegner Salmaggi per esigenze militari, rappresenta l’ultima moto di 500 cc a valvole laterali uscita dalla casa Gilera. Il suo motore è costituito dall’abbinamento del monocilindrico a corsa lunga, con un carter comprendente anche il cambio di velocità a quattro rapporti. La caratteristica principale di questo modello è rappresentata dalla trasmissione secondaria ad albero cardanico ed è, inoltre, dotata della sospensione posteriore ammortizzata ideata da Gilera. Testata dall’Oberkommando Wermacht, che ne evidenzia i difetti (scarsa potenza e peso elevato), viene comunque costruita nel 1942 anche una versione civile introdotta nel mercato alla fine della guerra, utilizzando probabilmente i pezzi rimasti nei magazzini (222 esemplari modello civile del 1946, 158 modelli militare trasformate dalla Gilera in civile).

Motore
monocilindrico a quattro tempi
Cilindrata
498,76 cc
Velocità massima
78 km/h
Potenza e regime
14 cv a 4.800 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi, secondaria ad albero cardanico
Sospensioni
anteriore a parallelogramma con forcella in tubi; posteriore a forcellone oscillante con molle orizzontali
Ruote
a raggi in acciaio da 19"
500 Saturno Sport
1946-500-saturno-sport

E’ una delle moto più famose del mondo. Nata dal progetto di Giuseppe Salmaggi nel 1940, viene prodotta in diverse versioni, in circa 6.000 esemplari, fino al 1958. L’evoluzione del modello si incentra nel corso degli anni più sulla ciclistica che sulla meccanica, che resta fedele al progetto originale: cilindro verticale, distribuzione ad aste e bilancieri, alesaggio e corsa 84 X 90 mm.

Inconfondibile per le linee del design è fra le moto più ricercate dagli appassionati di tutto il mondo.

Motore
monocilindrico a quattro tempi
Cilindrata
498,76 cc
Velocità massima
134 km/h
Potenza e regime
22 cv a 5.000 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore, a parallelogramma con forcella in tubi; posteriore, con forcellone oscillante con molle orizzontali
Ruote
a raggi con cerchi in lega leggera da 21" quella anteriore, da 19" quella posteriore
500 Saturno Sanremo
1950 Gilera Saturno Sanremo

La serie Sanremo nasce come derivazione dalla Saturno Competizione e deve il suo nome all’esordio vittorioso sul circuito ligure nella primavera del 1947. La versione 1950 è la più gloriosa per numero di vittorie della serie; per cinque anni consecutivi si afferma a Ospedaletti  aggiudicandosi, inoltre, il Gran Premio delle Nazioni a Milano.

La Sanremo è provvista di un serbatoio con incavature per le ginocchia del pilota e di un parafango posteriore parzialmente carenato a mezzaluna. Il freno anteriore è stabilmente del tipo centrale, munito di due piccoli fori per il raffreddamento. Presenta le due forcelle e i montanti del telaio in lamiera scatolata a sezione romboidale, mentre il parafango posteriore a mezzaluna ricopre parzialmente la ruota motrice. Questo modello, dotato di un motore con una potenza di 35-36 cv, sfiora i 180 km/h di velocità

Motore
monocilindrico a quattro tempi
Cilindrata
498,76 cc
Velocità massima
180 km/h
Potenza e regime
35 cv a 6.000 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi, secondaria a catena
Sospensioni
a parallelogramma con forcella stampata; posteriore con forcellone oscillante con molle orizzontali
Ruote
a raggi in acciaio da 21" quella anteriore, da 20" quella posteriore
500 Saturno Cross
1952 Gilera Saturno Cross

La prima Saturno da cross ufficiale fa la sua apparizione nel 1952 e utilizza l’ultimo motore tipo corsa con testa e cilindro in lega leggera, carter ampliato, carburatore da 35 mm munito di filtro d’aria, sospensioni e freni adeguati all’impiego speciale.

La moto vince quattro titoli italiani consecutivi, nel 1953-55 con Domenico Fenocchio e nel 1956 con Vincenzo Soletti mentre in campo internazionale si afferma conquistando tre titoli in Francia, nel 1954-55 con Charles Molinari e nel 1956 con Remy Julienne.

Motore
monocilindrico a quattro tempi
Cilindrata
498,76 cc
Potenza e regime
38 cv a 6.000 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore con forcella telescopica; posteriore con forcellone oscillante con ammortizzatori idraulici
Ruote
a raggi in acciaio con cerchi in lega leggera da 21" quella anteriore, da 18" quella posteriore
500 Saturno Piuma
1952 Gilera Saturno Piuma

Comunemente noto come “telescopico” o “piuma” (nome forse dovuto alla maggiore leggerezza rispetto alla versione Saturno Sanremo), questo modello della Saturno viene presentato ufficialmente nel 1952 e commercializzato l’anno dopo. Caratterizzata da un motore con alettatura del cilindro in lega leggera di maggiore sviluppo, carter ampliato, forcella anteriore telescopica e ammortizzatori idraulici posteriori, la Saturno Piuma riporta dal 1952 al 1957 numerosi successi nella Formula Sport (Milano-Taranto del 1955), Formula Gran Premio e Formula 2 (1957).

Nel 1957 la 500 Saturno Piuma, munita di carenatura, trionfa nel Trofeo F.M.I. con Cantoni e raggiunge nel Gran Premio delle Nazioni una velocità di oltre 200 km/h. Dopo il ritiro della Gilera dalle corse alcuni conduttori privati, tra cui Liberati, Milani e Campanelli, realizzano delle versioni  “special” competitive fino agli anni Settanta.

Motore
monocilindrico a quattro tempi
Cilindrata
498,76 cc
Velocità massima
185-190 km/h
Potenza e regime
38 cv a 6.000 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore con forcella telescopica; posteriore a forcellone oscillante con ammortizzatori idraulici
Ruote
a raggi in acciaio con cerchi in lega leggera, anteriori e posteriori da 19"
Quattro Cilindri Sidecar
1956 Gilera Quattro Cilindri Sidecar

Costruita in esemplare unico e restaurata con accuratezza dai fratelli Luigi e OPiero Frigerio, la Gilera 500 Quattro Cilindri con side-car da competizione si distingue per le sue imprese, vincendo per due anni consecutivi – 1956 e 1957 – il Gran Premio delle Nazioni a Monza. Le caratteristiche tecniche ne fanno un modello d’eccezione con telaio a culla doppia (superiore e inferiore) abbassato e forcella telescopica di tipo “Gilera” accorciata.La sella è allungata per agevolare le evoluzioni acrobatiche del passeggero durante le gare internazionali. Il pilota Albino Milani, con il fratello Rossano, riescono a raggiungere con questo modello i 190 km/h, superando di media i 160 km/h nel giro di Monza.

La stagione del 1957, ricordata per i trionfali successi della Gilera side-car e la decisione della Gilera, Moto Guzzi e Mondial di ritirarsi dalle competizioni, chiude un’epoca, dopo 40 anni di presenze ufficiali della casa motociclistica di Arcore sui circuiti di tutto il mondo.

Motore
quattro tempi e quattro cilindri
Cilindrata
499,49 cc
Velocità massima
160 km/h
Potenza e regime
65-66 cv a 10.500 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore con forcella telescopica; posteriore con forcellone oscillante con ammortizzatori idraulici
Ruote
: a raggi con cerchi in lega leggera da 19" sulla ruota posteriore e 12" sulla ruota del carrozzino
175 Regolarità
1956 Gilera 175 regolarità

Il 1956 è l’anno della cilindrata 175. Classica misura anteguerra che in quegli anni gode di rinnovato favore per motivi legati all’attività sportiva. Oltre che nelle versioni classiche: Normale, Sport e Super Sport, viene costruita anche nel modello Regolarità.

La Gilera 175 Regolarità, affidata ai piloti ufficiali nel 1956 e messa in commercio in un ristretto numero di esemplari l’anno successivo, è tra le prime Gilera appositamente costruite per la specialità. Presenta, infatti, il filtro dell’aria al carburatore, le sospensioni con i tratti di escursione coperti da soffietti in gomma, parafanghi e tubo di scarico rialzati ed un’altezza degli organi meccanici da terra notevole

Motore
monocilindrico a quattro tempi
Cilindrata
175 cc
Velocità massima
110 km/h
Potenza e regime
10 cv a 6.500 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore a forcella telescopica, posteriore a forcellone oscillante con ammortizzatori idraulici
Ruote
a raggi da 21"
175 Bicilindrica (Formula 2)
1957 Gilera 175 Bicilindrica (Formula 2)

Destinata alle gare di gran fondo come il Giro Motociclistico d’Italia e principalmente al campionato Juniores (Formula 2), la 175 Bicilindrica viene realizzata nel 1957 considerando le precise norme dettate dal regolamento di questo tipo di gare (assenza di carenatura e limiti precisi al diffusore dei carburatori). In occasione dei tentativi di primato mondiale la macchina carenata sfiora i 132 orari sul chilometro da fermo e oltre 208 orari sui 100 chilometri e sull’ora.

L’impostazione della meccanica, dovuta a F. Passoni, è molto simile a quella adottata per la 125 da gran premio, come anche la forcella telescopica, gli ammortizzatori posteriori e i freni, mentre il cambio è frazionato in cinque rapporti. Il telaio è di tipo a trave unico superiore e nel “codino” aerodinamico è ricavato un vano portattrezzi per le gare di gran fondo.

Motore
bicilindrico a quattro tempi
Cilindrata
174,8 cc
Velocità massima
170 km/h
Potenza e regime
23 cv a 11.200 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore con forcella telescopica; posteriore a forcellone oscillante con ammortizzatori idraulici
Ruote
a raggi in acciaio con cerchi in lega leggera, anteriori e posteriori da 18"
125 Bicilindrica
1957 Gilera 125 Bicilindrica

La Gilera 125 Bicilindrica esordisce vittoriosamente nel 1956 a Monza alla guida di Romolo Ferri battendo la quotatissima MV Augusta di Ubbiali. Nata dalla progettazione di Franco Passoni, raccoglie nell’anno del suo esordio numerosi successi, per correre l’anno successivo solo due gare del campionato italiano prima del ritiro dalle corse di Gilera.

Il modello si caratterizza per l’adozione di soluzioni tecniche di avanguardia come il telaio a culla doppia inferiore e superiore, il serbatoio a cassone studiato specificamente per l’impiego della carenatura, i due freni in lega leggera di grande diametro con doppia camma e doppia leva di comando.

Motore
a quattro tempi bicilindrico
Cilindrata
124,656 cc
Velocità massima
190 km/h
Potenza e regime
18 cv a 12.000 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore con forcella telescopica; posteriore con forcellone oscillante con ammortizzatori idraulici
Ruote
a raggi con cerchi in lega leggera da 2,00-18"
98 Giubileo
1959 Gilera 98 Giubileo

Lanciata nel marzo del 1959 per celebrare il Cinquantesimo anniversario della nascita del marchio Gilera, la gamma Giubileo ha cilindrata ridotta (98 cc) e dimensioni contenute rispetto ai suoi predecessori, come la Saturno, ma presenta ugualmente innovazioni importanti: il cilindro dell’albero a camme e le aste per il comando dei bilancieri e delle valvole passano da destra a sinistra, la parte inferiore del carter per l’olio viene dotata di un’ampia alettatura longitudinale per un miglior raffreddamento. Il prezzo del primo modello è di £ 140.000, più accessibile rispetto a moto di maggiore cilindrata come la Gilera 175 Sport venduta a £ 224.000, ma con doti sportive che vengono dimostrate da numerose vittorie, prima tra tutte il prestigioso trionfo alla “Sei Giorni Internazionale” del 1960. Oltre al successo nelle competizioni, la Giubileo nelle sue varie versioni (Extra, Rossa, Sport, Sei Giorni) conquista anche un primato nelle vendite: Gilera ne produce quasi 60.000 pezzi.

Motore
quattro tempi monocilindrico
Cilindrata
98,173 cc
Velocità massima
79 km/h
Potenza e regime
5,8 cv a 7.000 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore con forcella telescopica; posteriore con forcellone oscillante con ammortizzatori idraulici
Ruote
a raggi con cerchi d’acciaio da 2.25x17"
500 Quattro Cilindri
1963 Gilera 500 quattro cilindri

Progettata da Piero Remor nel 1947, la Gilera Quattro Cilindri 500, viene prodotta con successive modifiche fino al 1966. E’ senza dubbio tra le moto da corsa più famose e celebrate di tutti i tempi. Vince dal 1948 al 1957 6 titoli mondiali: nel 1950 e nel 1952 con Umberto Masetti, nel 1953, 1954 e 1955, con Goffrey Duke e nel 1957 con Libero Liberati; oltre che 6 volte consecutive il campionato italiano, 7 volte il Gran Premio delle Nazioni e numerosissimi Gran Premi. Nel 1957, il ritiro dalle corse di Gilera interrompe l’irresistibile cammino della Quattro Cilindri che tornerà in pista ancora dal 1963 al 1966. La versione del 1963 con carenatura semi-integrale, che conferisce alla moto una maneggevolezza superiore e maggiore stabilità in curva, raggiunge i 250 km/h.

Motore
a quattro tempi e quattro cilindri
Cilindrata
499,49 cc
Velocità massima
250 km/h
Potenza e regime
70 cv a 10.500 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore con forcella telescopica; posteriore con forcellone oscillante con ammortizzatori idraulici
Pneumatici
a raggi con cerchi in lega leggera da 19"
150 5V Arcore
1972-Gilera-150-5V-Arcore

La versione 125 e 150 della 5V Arcore, presentate al Salone di Milano del 1971, sostituiscono i precedenti modelli monocilindrici a quattro tempi e cambio a cinque rapporti, di pari cilindrata, che avevano costituito un punto di forza della produzione nella seconda metà degli anni ’60. Non si tratta tuttavia di una semplice rielaborazione, ma di un vero e proprio rifacimento: i motori sono fortemente “sottoquadrati”, l’alettatura è a pianta squadrata, il carter motore di nuovo disegno. L’impostazione generale resta quella classica dello stile Gilera, compreso l’ultimo ricorso a un cambio con leva a pedale sulla destra del carter e alle valvole in testa parallele con doppie molle cilindriche. Considerevole il rimodernamento del telaio, del tipo a culla doppia continua inferiore, dotato di triangoli di rinforzo nei punti più sollecitati.

Motore
monocilindrico a quattro tempi
Cilindrata
152,6 cc
Velocità massima
120 km/h
Potenza e regime
14,87 cv a 8.300 giri
Trasmissione
primaria a ingranaggi elicoidali, secondaria a catena
Sospensioni
anteriore con forcella teleidraulica; posteriore con ammortizzatori
Ruote
a raggi con cerchi in lega leggera da 19"